mercoledì 27 maggio 2015

P2 e attualità: quante cose in comune!

Cari lettori,
incuriosito da un intervento di Marco Travaglio per la rivista Micro Mega mi sono documentato sulle effettive congruenze fra il "Piano di rinascita democratica" (disegno politico della loggia P2) e la attuale situazione politica del nostro paese. Voglio qui riportare qualche punto saliente del piano di Gelli facendo dei raffronti fulminei con l'attualità.
1) Più potere al premier e al governo. Beh, qui ci siamo alla grande. Oggi si assiste ad uno svuotamento del potere parlamentare con un governo che prende la maggior parte delle iniziative legislative, compiendo quasi un abuso. Questa situazione va avanti da anni oramai ma il massimo ,secondo me, si è raggiunto quest'anno con l'effettiva nomina del presidente della repubblica da parte di un Premier. Oppure possiamo ricordare la questione di fiducia posta dal governo sulla legge elettorale, roba da ventennio fascista. E potrei andare avanti.
2) Controllo degli organi di stampa da parte della politica. Qui viene quasi da ridere. Oramai non c'è più bisogno di comprare i giornalisti... sono loro che pagherebbero per vendersi! E che dire delle televisioni? veniamo da un ventennio in cui un Premier è riuscito ad imporre il suo dominio mediatico sia attraverso le sue televisioni private sia attraverso l'effettiva influenza sulla tv di stato. ( si ricordi il famoso editto Bulgaro dopo il quale furono licenziati dalla rai gli unici 3 oppositori mediatici di Berlusconi).
3) Rottura dell'unione dei sindacati e riduzione del loro ruolo a semplici interlocutori. Viene da dire:"perché, oggi esistono i sindacati?"
4) Abolire l'automatismo "Titolo di studio-Lavoro". Secondo me qui non c'è bisogno di commentare. I milioni di laureati disperati parlano da soli. E con loro parlano jobs act e abolizione dell'articolo 18.
5) Responsabilità civile dei magistrati. Da destra a sinistra, chi non è favorevole?
6) Progetto Bicamerale per le riforme costituzionali. Ne abbiamo avute ben 3, di cui l'ultima ha visto la partecipazione dei migliori piduisti. e ancora negli ultimi anni dobbiamo sorbire continui attacchi ai principi più importanti della nostra costituzione, spesso i primi ad essere messi in discussione.
Ahimè, non ho le conoscenze per procedere nel mio elenco ma mi sembra di aver toccato 6 punti fondamentali. In ogni caso vi invito a ricercare il testo del Piano di rinascita democratica e a farvi quattro risate amare. Un vero attentato alla democrazia diventato prassi.

                                                                                                       Francesco Fossa

venerdì 22 maggio 2015

La cultura offgrid: addio alle bollette

Voglio parlarvi oggi di un vero fenomeno mondiale, di futuro e, quindi, di qualcosa di cui l'Italia si accorge con colpevole ritardo. Cosa è Offgrid? Questo termine indica il completo distaccamento di strutture residenziali (e non) dalle reti di fornitura di energia (elettricità, gas ecc) ,possibile grazie all'assoluta autosufficienza delle suddette strutture. Come è possibile tutto ciò? Grazie alle moderne tecnologie del fotovoltaico, dell'idrogeno, dell'eolico ecc è possibile trasformare case, scuole, ospedali ecc in veri produttori di energia pulita. Prendiamo un esempio a noi vicino. La prima abitazione completamente offgrid in Italia è stata costruita nelle Marche. Essa è in grado di convertire l'energia solare in energia elettrica in modo talmente efficiente da ottenere un grosso surplus di produzione. L'avanzo è gestito da un deposito interno che può, a sua volta, smistarlo a un convertitore elettricità-idrogeno collegato all'impianto di riscaldamento dell'ambiente e ad una colonnina per rifornire la propria auto ibrida (se la si possiede).
Vi sembra fantascienza? Beh forse qui da noi ancora lo è. Girovagando un po' per il mondo, però, ci accorgeremmo che, in altre situazioni, l'offgrid è una solida realtà. E' il caso di alcune città tedesche della Baviera, di alcune aree della California e di grossi quartieri di Stoccolma, solo per citare qualche esempio. E se ci fosse carenza di fonti primarie? niente paura. Le comunità offgrid dispongono di software all'avanguardia dove ogni cittadino è in grado di vendere parte della sua energia a un altro così che si possa creare una situazione di "capitalismo democratizzato" dell'energia. Non sono io ad aver inventato questo termine ma il grandissimo matematico ed economista Jeremy Rifkin, guru assoluto della Green Economy. Oramai le sue teorie e le sue soluzioni stanno trovando sempre più riscontro in un mondo che sta ,pian piano, prendendo consapevolezza che il rispetto dell'ambiente non è solo etica corretta ma anche convenienza.

                                                                                                       Francesco Fossa

lunedì 18 maggio 2015

Arriva al senato la legge sull'ecoreato

Cari lettori,
Dopo una lunghissima attesa è finalmente arrivata alle camere una proposta di introduzione nel codice penale dell'ecoreato. A firmarla sono stati i parlamentari del movimento 5 stelle che, stavolta, sono davvero vicini ad infliggere un colpo gravissimo a tutto il sistema criminale che da anni si cela sotto i reati ambientali. Non voglio entrare nei dettagli della legge poiché non credo di averne le competenze ma ci tengo a riassumere i punti salienti del progetto. Per "Ecoreato" si intende qualunque danno arrecato alla flora e alla fauna sia terrestre che marina e si va dai reati più lievi ,che prevedono una sanzione civile proporzionata, ai disastri ambientali la cui pena può arrivare fino ai venti anni di reclusione con multe che superano il milione di euro.
L'articolo che sicuramente sta facendo più discutere resta comunque quello sulla possibile riduzione della pena fino ai due terzi se si fa in modo che il reato non si protragga nel tempo (se ci si pente, detto in modo spicciolo), insomma uno sconto troppo generoso secondo alcuni. C'è soddisfazione in casa M5S per questo ddl (che deve comunque essere ancora visionato dalle camere, ricordiamolo) che, secondo Beppe Grillo, costituirebbe una svolta storica per il paese. Al netto delle polemiche sui vari tratti della legge penso che ,con un simile deterrente approvato al momento giusto, si sarebbero potuti evitare disastri come la "terra dei fuochi" o il caso Ilva i cui effetti sono vivissimi oggigiorno. Non resta che augurarsi che l'Iter del disegno non sia eterno come spesso accade per le leggi di iniziativa parlamentare e che finalmente si possa stroncare un business fortissimo della criminalità organizzata che ,oramai, sta facendo più vittime che denaro.

                                                                                                                   Francesco Fossa

sabato 16 maggio 2015

Golden Gate Jumpers

Dopo qualche giorno di assenza ritorno a scrivere per il blog cercando di trovare qualcosa di diverso dalla oramai noiosissima politica, o meglio, cercando degli aspetti diversi. Oggi voglio lanciare una riflessione di tipo sociale su quanto sia davvero sostenibile per l'essere umano l'evoluzione della società. Mi sono documentato in questi giorni, essendo uno studente di sociologia,  su una faccenda che mi ha toccato nel profondo e che ,spesso, viene affrontata nella mia materia: il suicidio. In particolare, trovando alcune statistiche, ho appreso che gli USA sono uno dei paesi con più alta percentuale di suicidi (più o meno ne avviene uno ogni 17 minuti). In particolare mi sono soffermato sulla tristissima fama che ha il Golden Gate Bridge di San Francisco, ovvero quella di essere il luogo maggiormente frequentato dai suicidi su scala mondiale. Stando ad una statistica del 2010, sarebbero 1300 le persone che avrebbero compiuto l'atto estremo gettandosi dal ponte a partire dal 1937, anno della sua inaugurazione.Un numero impressionante.Ancora più sconcertante è la quantità di gente che si apposta sotto il ponte per filmare i salti nel vuoto. Addirittura è stato realizzato un documentario a riguardo dopo un anno di appostamenti di una troupe cinematografica professionale. Ok, in America tutto è spettacolo, ma così sembra troppo.Ad ogni modo, la riflessione che volevo lanciare è la seguente: Perché in una società ritenuta unico vero modello  per tutto l'occidente si uccide così tanta gente? Siamo sicuri che la crescita sproporzionata dell'economia, dei ritmi lavorativi e dei ritmi quotidiani in generale siano il modo giusto per raggiungere una buona inclusione sociale? O, forse, abbiamo sbagliato i calcoli? Forse il modello di crescita USA è agli antipodi con la felicità del singolo, forse c'è bisogno di una soddisfazione che vada oltre il materialismo imperante propostoci dal nuovo continente, forse c'è qualcosa che non va.Io credo che questa faccenda triste, come tante altre, debba farci riflettere un po' di più sul mito americano, a volte preso troppo superficialmente come aspirazione soprattutto dai più giovani.

                                                                                               Francesco Fossa

lunedì 11 maggio 2015

Immigrazione: A cosa serve abbattere i barconi?

Cari amici,
Oggi si è riunito il consiglio di sicurezza dell'ONU e fra i temi trattati ha avuto grande rilievo quello dei viaggi dei profughi nel Mediterraneo. La soluzione proposta dall'UE tramite l'alto rappresentante Mogherini e dall'Italia, specialmente attraverso le parole del ministro dell'interno Alfano, sarebbe quella di distruggere i barconi (prima della partenza chiaramente, ci mancherebbe altro). E' su questa curiosa decisione che vorrei discutere oggi. E' davvero attuabile una cosa del genere senza dover intraprendere una vera e propria azione di guerra, come dichiarato più volte dall'Europa? Beh, se così fosse bisognerebbe ottenere la partnership delle autorità libiche, altrimenti vorrebbe dire invasione ingiustificata. C'è però un piccolo problema. In un paese dove da anni imperversa una terribile guerra civile e dove si vivono spaccature politiche continue fra fazioni della popolazione e dell'esercito, quale sarebbe l'autorità a cui rivolgersi? Secondo problema: Come possono essere individuati i barconi effettivamente appartenenti ai trafficanti? Non so se si tratti di ignoranza, ma bisognerebbe ricordare ai signori dell'Unione che i barconi appartengono tutti a prestanome, ovviamente. Intendono distruggere tutte le barche libiche, forse? Non si sa. Quel che è certo è che tante persone stanno cercando di fuggire da una guerra terribile e che bisogna salvar loro la vita, è un loro pieno diritto. Sarebbe auspicabile, invece di queste soluzioni fantasiose, una divisione dei migranti per ogni paese europeo in modo da garantire un futuro ai tanti profughi e di non creare situazioni "ghetto" come spesso succede in Italia.
Dopo tutto, che merito abbiamo noi per essere nati in un paese ricco? Nessuno. E che colpa hanno gli immigrati per vivere in guerra? Nessuna. A mio parere il mondo è di tutti e ogni uomo dovrebbe esser libero di ricercare la propria felicità in qualunque angolo del pianeta. E' vergognoso che ci sia gente che esulti ogni qual volta un barcone affonda nel Mediterraneo. Lo trovo da barbari e da...non so veramente come definire certa gente.
 Fino ad ora,relativamente a questo argomento, mi ritengo orgoglioso di essere italiano. L'Italia è stato un grande paese che ha salvato tante vite umane. Ma con l'evolversi di questa proposta "affonda barconi" non so se potrò continuare a pensarla così.

                                                                                                        Francesco Fossa

domenica 10 maggio 2015

Le discutibili prese di posizione di Umberto Veronesi

Cari lettori,
All'indomani della marcia per il reddito di cittadinanza compiuta dal movimento 5 stelle (forza politica che ho sempre sostenuto apertamente), voglio esprimermi chiaramente sulle chiacchieratissime dichiarazioni di Beppe Grillo in campo medico. Non sono un fanatico e ragiono con la mia testa. Ergo quando c'è qualcosa da criticare nella mia parte politica lo faccio senza problemi qui e direttamente sul Blog di Grillo. Le affermazioni riguardo la mammografia sono state senza dubbio avventate e mi sento di prendere assolutamente le distanze da quanto detto (anche se mi è arrivata voce che Beppe ieri sera abbia abbassato il tiro, scusandosi). La prevenzione rimane l'unico modo efficace per abbassare il tasso di mortalità per i tumori al seno e su questo non mi permetto di aprire bocca portando il dovuto rispetto verso tutte quelle donne che hanno sofferto e che soffrono per un dramma del genere. Quello che però condivido di quanto detto dal "leader" è l'invito a non fidarsi di una persona come Umberto Veronesi, il famoso oncologo. Qui voglio riportare qualche sua discutibile presa di posizione pubblica che lo ha fatto cadere in completa contraddizione con l'etica del suo mestiere. Innanzitutto, una delle questioni che mi è più vicina in quanto lucano e meridionale in generale: Gli inceneritori. Ebbene il Dottor Veronesi si è più volte dichiarato a favore di queste strutture rivendicandone l'assoluta sicurezza per le popolazioni. Io proporrei all'esimio Professore un soggiorno nel melfese, magari nei pressi del "termovalorizzatore Fenice" e gli farei leggere le analisi effettuate su questo mostro ecologico (anche se ne è perfettamente a conoscenza). Metalli pesanti, composti organici volatili e fluoruri sono solo alcuni degli elementi infinitamente dannosi emersi dalle perizie. Di conseguenza l'area interessata presenta un altissimo tasso di tumori che contribuisce a rendere (anche con l'aiuto delle ingenti estrazioni petrolifere in Val d'Agri) la Basilicata la regione più colpita da malattie oncologiche. Come si spiega una tale presa di posizione ? Semplice. Fra i maggiori partner della fondazione Veronesi figurano nomi di grosse aziende che si occupano della costruzione di inceneritori, centrali elettriche ad oli, a carbone e termonucleari come Enel, Acea e Veolia Environnement.
Ho anticipato la seconda questione: presa di posizione favorevole al nucleare. Ancora una volta Veronesi rivendica la sicurezza degli impianti e l'innocuità per l'uomo. Un solo ricordo per rispondere: Fukushima, l'impianto nucleare che era ritenuto fra i più moderni al mondo. E non aggiungo altro. Inoltre, su questo argomento, l'oncologo è stato fortemente criticato dal premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, in completo disaccordo con lui. Penso che questo basti a far prendere con le pinze qualunque cosa dica quest'uomo, ahimè sempre in mezzo a interessi e poteri maggiori lontano dai quali dovrebbero essere tutti i medici che si propongono di perseguire il bene dei pazienti.

                                                                                                           Francesco Fossa

sabato 9 maggio 2015

Talent show: testimoni della crisi del cantautorato

Voglio,oggi, affrontare oggi un argomento che mi sta molto a cuore. Crisi del cantautorato italiano: quanto influiscono i talent? 
L'evidenza parla da sola. Ci troviamo in un periodo storico in cui l'intrattenimento è fondamentale. E' sì fondamentale per un business redditizio di produttori ed editori vari ma è soprattutto importante per motivi sociologici. l'intrattenimento distrae, tranquillizza, è rassicurante per un cittadino medio che ha passato la giornata cercando di portare a casa quel poco di pane che ci è rimasto da prendere. Il talent show rappresenta il connubio perfetto fra l' intrattenimento e l'arte più amata nel bel paese: la musica.
Quella che sto per fare non è una critica a 360° sui talent che pur danno visibilità a ragazzi che sarebbero rimasti nel sottosuolo e che,spesso, si dimostrano dei validissimi cantanti. Quello che mi sento di condannare è il poco spazio lasciato alla creatività del singolo da parte dei vari format. Mi spiego. Ai partecipanti di questi show non viene data la possibilità di esprimersi con musica propria o ,per lo meno, ciò accade molto raramente.
Durante lo svolgersi dello spettacolo vediamo formarsi dei grandissimi interpreti. Esatto, soffermiamoci sulla parola "interprete". Il giovane uscito da un programma del genere avrà appreso, forse, a stare su un palco, a coinvolgere un pubblico, ad applicare alla grande le tecniche canore, ma al momento di dare ad un percorso artistico la propria impronta questi giovani "talenti" sono ,quasi sempre, assenti. Il disco d'esordio viene sempre scritto e musicato da altri e quegli altri sono spesso soggetti alla volontà di produttori e discografici che seguono il trend per fare musica facendo sì che si crei un' OMOLOGAZIONE MUSICALE senza precedenti. Ma dov'è l'artista in tutto ciò? Penso che il vero artista sia quello che sappia imporre la sua firma chiara su qualunque cosa  faccia, che sappia imprimere le sue emozioni, che sappia dare dei messaggi più o meno grandi e che ,fondamentalmente, sappia comunicare. Ci troviamo a vivere un momento in cui i grandi comunicatori artistici rimangono underground e i grandi palchi vengono riempiti da personaggi creati dal business del tutto discutibili dal punto di vista espressivo. I Talent, che forse hanno delle potenzialità, sono complici di tutto questo poiché sono reali DISTORSORI DI TALENTI. Dedicherò uno dei prossimi post alla giovane cantautrice Levante alla cui presentazione discografica sarò presente. A presto.

                                                                                              Francesco Fossa